L'altra prigione

Racconto già pubblicato in capitoli
La nascita - La guerra - La rivincita

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Foto di jplenio da Pixabay

Il mio nome è Engill e sono finalmente libero. Sembra strano fare un'affermazione del genere, ma per me non lo è. Dopo secoli trascorsi ad aspettare l'arrivo di una donna, ciò che era stato scritto si è avverato ed ora posso finalmente tornare alla mia vita.

Sono nato almeno cinque secoli fa, non saprei dire esattamente quanto tempo sia trascorso da allora. I miei genitori erano una delle più strane coppie mai viste… mia madre era una donna semplice, bellissima e mio padre uno degli Dei dell'Altro Regno. Fu amore a prima vista, almeno da parte di mio padre lo fu.
Se un Dio desiderasse il vostro amore, voi che fareste? Sicuramente quello che fece mia madre, accettereste!

Da questo amore nacquero due gemelli, Dreki ed Engill che sono io. Fin dai primi anni di vita fu chiaro che non eravamo proprio uguali, io avevo le ali. Si, due ali viola che mi spuntavano sulla schiena e crescevano insieme a me.

Mio padre scomparve appena fummo in grado di parlare e mia madre ci portò a vivere nel castello del Re. Lei viveva lì prima di accettare la corte di papà e, ora che era di nuovo sola, era il solo posto dove sapeva che saremmo stati al sicuro e avremmo ricevuto cure e un'istruzione.

La nostra infanzia fu uguale a quella di ogni altro bambino del Regno finché una grave malattia ci portò via nostra madre. Non so se abbia sofferto o sia riuscita a tornare da papà senza dolore, ma prima di morire ci disse delle cose che sul momento non capimmo, ma che adesso, dopo il loro compimento, risultano chiare.

Ci sarà una grande guerra tra i gemelli. Due uomini uguali lotteranno per essere diversi e ottenere la supremazia sull'altro. Quando il buono si trasformerà in malvagio, verrà al mondo la soluzione. Ella sarà la terra fertile su cui il tiranno troverà la sua fine e l'amore ritornerà in vita.

Eravamo ormai adolescenti formati quando rimanemmo soli nel castello del Regno. Dreki era riuscito a farsi notare dal medico di corte e dal bibliotecario e passava tutto il suo tempo tra libri, erbe e strane pozioni. Io… colpa della mia diversità, ero il preferito dalle dame di corte attratte dalle mie ali e dal desiderio di capirne l'uso. Fu per questo motivo che mi avvicinai alla religione e rifuggevo le feste e la socialità del luogo.

Il giorno del nostro ventesimo compleanno accadde ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato… una strana malattia colpì il Re che morì senza riprendere conoscenza. Non aveva nominato un erede e quello fu l'inizio di una strana guerra. I figli e i nipoti del Re si accusavano a vicenda, cercavano di manipolare i fatti lottando per il trono, finché non arrivò Dreki. I suoi occhi e la sua espressione mostravano un uomo diverso, la pazzia era ben visibile così come il desiderio di governare.
Era trascorso un anno dalla morte del Re, un anno in cui Dreki aveva affinato i suoi studi e aveva fatto migliaia di esperimenti.

Pretendenti al trono disse a coloro che si facevano guerra ho studiato attentamente le leggi ed ho scoperto una cosa che potrebbe aiutarci a scegliere il nuovo sovrano. Colui che sarà in grado sposare la figlia del Drago siederà sul trono.

Dopo queste parole presentò loro una donna, non era giovane, ma era ancora piacevole. Sui 25 anni, lunghi capelli argentei e un'espressione smarrita sul volto.

Da dove viene questa donna? Gli chiesi sorpreso Non l'ho mai vista a Palazzo o meglio, nessuno la conosce.

Dreki rise, una risata da pazzo Questa donna è l'amore che viveva nel mio cuore. Un sentimento inutile che mi rendeva debole. Estirparlo mi ha reso forte e immortale. Adesso posso governare senza alcun timore.

Un brivido di paura mi percorse la schiena. Mio fratello era impazzito! Guardai la donna… era bellissima, quei lunghi capelli color argento la rendevano differente dalle altre. Gli occhi scuri avevano una luce triste, anche se offuscata dallo smarrimento del volto, e quando i miei occhi incrociarono i suoi fummo perduti...

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Foto di Pete Linforth da Pixabay

Il mio nome è Engill e sono finalmente libero. Sembra strano fare un'affermazione del genere, ma per me non lo è. Dopo secoli trascorsi ad aspettare l'arrivo di una donna, ciò che era stato scritto si è avverato ed ora posso finalmente tornare alla mia vita.

Con Longun fu amore a prima vista, ce ne accorgemmo entrambi durante quel primo lungo e intenso sguardo. Non una parola tra noi, non riuscimmo a fare altro che fissarci mentre, intorno a noi, iniziava il momento più sanguinoso del Regno.
Lei aveva preso possesso del mio cuore e della mia anima, ma non potevamo frequentarci, quella frase di presentazione fatta da Dreki, aveva dato il via ad una scia di morte come non si era mai vista prima in quel luogo.

Fino a quel momento gli eredi al trono si era sfidati in gare, si erano riempiti di insulti, ma adesso la loro lotta divenne fisica e a eliminazione. Dreki, quando vedeva che la situazione non progrediva, si avvicinava a uno di loro e gli porgeva un sacchetto e delle istruzioni e, dopo un paio di settimane, qualcuno moriva come era successo al Re.

I mesi si erano trasformati in anni e nessuno era ancora riuscito a possedere Longun e il trono. Gli eredi erano lentamente scomparsi, nessuno di loro era riuscito a sopravvivere alle oscure trame di Dreki, e io ero ormai il solo a poterlo ostacolare. Per impedirgli di possedere Longun iniziai una guerra verso il mio gemello.

Dreki, lasciami Longun e prendi pure il potere, ma la donna è mia fu così che iniziai il discorso quella notte di luna piena.

Engill, sai benissimo le regole, chi ha la donna ha il trono. E il trono deve essere MIO! Una risata diabolica accompagnò la frase ad un pugno.

Quel gesto mi colse di sorpresa buttandomi a terra, mi ero allenato nel combattimento, ma non riuscivo a colpire la copia cattiva di me stesso. Poi nella mia mente apparve l'immagine di ciò che non avrei mai voluto veder accadere… Longun sdraiata in un letto e Dreki sopra di lei che la possedeva. Il piacere nel volto della donna aprì uno squarcio nella mia anima, era una previsione del futuro o solo una delle mie paure? Non volevo scoprirlo, dovevo lottare per ciò che amavo!

Mi rialzai e sfoderai la spada avventandomi su Dreki. Longun non sarà tua!

Di nuovo quella risata e di nuovo qualcosa mi impedì di raggiungere il mio obiettivo è mi ributtò a terra.
Stupido, non puoi colpirmi! La magia non può essere sconfitta dalla forza. Tutti questi anni passati a studiare hanno dato i loro frutti e ora sono invincibile!

Non volli credere alle sue parole e continuai a cadere e cadere senza riuscire ad avvicinarmi nemmeno una volta. Ero esausto, ma l'immagine della donna che amavo mi dava energia. Poi accadde qualcosa che non avrei mai immaginato.

Uno strano raggio colpì Longun, la sollevò da terra, qualcosa uscì dalla sua bocca e si trasformò in una sfera luminosa. Lo sguardo della donna divenne assente, mentre la sfera cadeva in un piccolo scrigno ai piedi di Dreki.

Adesso è rimasto solo il guscio della donna, quello che a me serve per governare. La sua anima è in questa scatola con il piede dette un calcio allo scrigno.
La vuoi ancora o posso usarla come giocattolo?

La rabbia mi avvolse e mi scagliai su mio fratello senza pensare alle conseguenze. Fu un errore fatale! Un dolore al petto mi tolse il respiro e tutto ciò che rimase fu il buio e il silenzio. Era quello il mio ultimo respiro in questo mondo?

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Foto di Brigitte makes custom works from your photos, thanks a lot da Pixabay

Il mio nome è Engill e sono finalmente libero. Sembra strano fare un'affermazione del genere, ma per me non lo è. Dopo secoli trascorsi ad aspettare l'arrivo di una donna, ciò che era stato scritto si è avverato ed ora posso finalmente tornare alla mia vita.

Credevo la mia vita finita quando sono stato sconfitto da Dreki, ma invece era solo l'inizio di una lunga prigionia.
Mio fratello mi aveva colpito con un coltello che aveva centrato in pieno il mio cuore, ma, stranamente, non mi aveva ucciso. Mi aveva fatto cadere in un lungo sonno. Ero sospeso tra la vita e la morte, rinchiuso in una bara di ghiaccio in una delle quattro torri del castello che mio fratello aveva trasformato una volta salito al potere.

Non so per quanto tempo ho dormito, ma il mio corpo è guarito e la mia anima ha continuato a vivere senza mai perdere la speranza di tornare ad esistere in quel mondo che ormai non mi apparteneva più.

Quando un raggio di sole mi colpì sul volto avvenne il miracolo, mi svegliai e cominciai a lottare per vivere.
Bloccato nel ghiaccio non riuscivo a muovermi, ma quel raggio era molto caldo e lentamente iniziò a sciogliere la mia prigione.
Stavo ricominciando a prendere possesso del mio corpo e un sorriso illuminò il mio volto e scaldò la mia anima.

Le mie ali erano libere e mi permettevano di librarmi da terra, cosa che non avevo mai fatto prima. Il sole, oltre a sciogliere il ghiaccio, invadeva la torre trasformandola in una prigione dorata.

Padre… credevo che ci avessi abbandonato per sempre… ti prometto che farò un saggio uso di questa nuova vita.

Riuscivo a vedere attraverso le pareti e presto trovai Longun. Il mio cuore fece un salto nel mio petto, non era cambiata affatto e il mio sentimento per lei era rimasto immutato.
Ogni giorno la guardavo, osservavo la sua routine e non fu difficile accorgersi dei suoi cambiamenti. Lo sguardo non era più vacuo, ma aveva una scintilla che lo illuminava.

Con la mente andai al giorno in cui Dreki l'aveva trasformata in un guscio vuoto e rividi lo scrigno che conservava la sua anima.

Devo trovarlo!

Mi misi a scrutare in ogni angolo del castello per trovare quella scatola che rappresentava la salvezza per entrambi. Ci misi giorni e giorni, ma alla fine fui ricompensato, era sepolta nelle fondamenta della torre che era la mia prigione. Dovevo portare Longun a me, ma come?

Fu Dreki a trovare la soluzione… dopo l'ennesima ribellione la rinchiuse in una prigione, o meglio in una delle quattro torri!

Padre, dammi la tua benedizione, porta l'amore nella mia vita.

Un arcobaleno apparve davanti ai miei occhi, era il potere che mi era stato donato dagli Dèi che avevo pregato e che avevano accettato la mia richiesta di aiuto!
Usai i vari colori per comunicare e guidare Longun in un percorso che l'avrebbe portata a me. Non fu facile, la donna era insicura e non si fidava di me, ma non potevo biasimarla. Aveva trascorso anni infernali e io le chiedevo di seguirmi incondizionatamente.

Nero… Arancio… Blu… Rosso… Verde… Giallo… Ce l'avevo fatta! Era nella mia torre, vicino a me!

Viola… l'arcobaleno scomparve lasciandomi solo ad affrontarla. Le spiegai, raccontai la nostra storia, ma non la convinsi… allora le permisi di entrare nei miei ricordi. Mentre le immagini della mia vita scorrevano lo scrigno iniziò ad aprirsi per scoperchiarsi definitivamente quando apparve un ricordo specifico… quello in cui Dreki aveva trasformato Longun e mi aveva colpito.

La sfera contenuta nello scrigno si riunì al suo corpo ed io ebbi di nuovo l'amore della mia donna.

Dove siamo? Sembra il Palazzo di Dreki. Ma al posto dell’area centrale si trova questo magnifico giardino.

La guardai sorridendo

Si esatto, è il Palazzo di Dreki. Quando hai ripreso la tua memoria, hai riattivato il suo cuore e la sua immortalità lo ha abbandonato spostandosi dentro di te.
La sua follia ha raggiunto l’apice uccidendolo. Quella che vedi è la costruzione di quando ero bambino e vivevamo in pace. Il Palazzo ha ripreso il suo aspetto originario, abbandonando quello costruito da un tiranno.

Il mio nome è Engill e ora vivrò per sempre vicino alla donna che amo e che mi ha liberato da un incubo.

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