La prigione - 4 Blu / The prison - 4 Blue

Capitoli precedenti La caduta Nero Arancio

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Foto di AJS1 da Pixabay

Longun teneva lo sguardo fisso sul puntino blu che si avvicinava. Lentamente i primi dettagli iniziavano ad apparire, due piccole ali che si muovevano rapidamente, un corpo di piume ed un piccolo becco, anch'esso blu come il resto del corpo. Solo gli occhi erano gialli e la fissavano.

Tu sei la ribelle, o almeno così mi ha detto il mio padrone prima di mandarmi qua da te.
L'uccellino parlava con una vocetta acuta e penetrante. Era fastidioso sentirlo parlare, ma era impossibile ignorarlo.

Chi è il tuo padrone? È l'uomo che mi ha parlato mentre ero prigioniera nella torre Ovest? Ti ha mandato a salvarmi e a farmi uscire da qua?
La fame di conoscenza non sembrava essersi sopita, la donna aveva ancora bisogno di imparare e conoscere. A quanto pareva la sua trasformazione non era completa come aveva pensato quando era fuggita.

L'uccellino non rispose, ma prese a volare per la stanza soffermandosi negli angoli e beccando qualcosa di sconosciuto. Longun non capiva cosa stava facendo, ma seguì in silenzio i suoi movimenti.

All'inizio sembravano movimenti casuali, fatti senza un motivo, ma piano piano si iniziarono a vedere fili sottili che costruivano una ragnatela con al centro la donna. Fili che le si attorcigliavano addosso ma comunque attaccati alle pareti.

Cosa stai facendo? I tuoi fili sono stretti e mi stanno imprigionando!
Longun urlava e supplicava mentre il progetto dell'uccellino stava prendendo forma. Stava costruendo un bozzolo intorno a lei, come quello dei bruchi prima di morire per rinascere farfalla.

Mi soffocherai, se mi rinchiudi tra questi fili morirò! E io… non voglio morire. Non posso morire prima di aver scoperto…
Non riusciva più a parlare. Con i suoi movimenti le aveva costruito un bavaglio davanti alla bocca che le impediva di parlare.

Il tempo passava e ormai erano rimasti solo gli occhi scoperti. Sottili fili blu l'avvolgevano e l'uccellino continuava il suo lavoro senza sosta e senza mostrare stanchezza.
Donna, non hai ancora compreso che altri hanno già deciso per te? Tutto questo fa parte di un progetto scritto secoli fa quando sei venuta al mondo. Ora devi solo percorrere i passi per compierlo.
Quella vocetta stridula aveva parlato ancora e, senza attendere ulteriormente, ricominciò il suo lavoro coprendole anche gli occhi.

Longun era nuovamente isolata dall'esterno, l'arancione della stanza era scomparso lasciandola avvolta nel blu. Avrebbe voluto pregare, ma non conosceva il nome degli dei e, quindi, non era in grado di convocarne uno. Avrebbe voluto chiamare Dreki e chiedergli perdono, ma non poteva farlo, non doveva farlo.

Lentamente le lacrime ripresero a solcarle il volto, nuovamente era tornata a credere di essere alla fine della sua fuga, ma le parole dello sconosciuto le tornarono alla mente. Nel bisogno sarebbe arrivato un aiuto, l'uccellino aveva detto che qualcuno stava gestendo la sua vita, che tutto era già scritto e deciso. Doveva credergli, doveva fidarsi di lui, era la sola speranza che le restava.

Aveva appena finito di formulare quel pensiero che qualcosa squarciò il blu. Due occhi rossi la stavano osservando sopra una bocca che rideva sguaiata.

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English version (automatic translate)

Previous chapters The Fall Black Orange

Longun kept his gaze fixed on the approaching blue dot. Slowly the first details began to appear, two small wings that moved quickly, a body of feathers and a small beak, also blue like the rest of the body. Only the eyes were yellow and stared at her.

You are the rebel, or so my master told me before sending me here to you.
The little bird spoke with a high-pitched, piercing voice. It was annoying to hear it speak, but it was impossible to ignore.

Who is your master? Is this the man who spoke to me while I was a prisoner in the West Tower? Did he send you to rescue me and get me out of here?
The hunger for knowledge did not seem to have subsided, the woman still needed to learn and know. Apparently her transformation was not as complete as she had thought when she had escaped.

The bird didn't answer, but flew around the room, lingering in the corners and pecking at something unfamiliar. Longun did not understand what it was doing, but silently followed its movements.

At first they seemed to be random movements, made for no reason, but slowly you began to see thin threads building a web with the woman at the center. Threads that twisted around her but still attached to the walls.

What are you doing? Your threads are tight and they are imprisoning me!
Longun screamed and pleaded as the bird's project was taking shape. She was building a cocoon around her, like that of caterpillars before they die to be reborn as a butterfly.

You're going to suffocate me, if you lock me in these threads I'll die! And I... I don't want to die. I can't die before I find out....
She could no longer speak. With his movements he had built a gag in front of her mouth that prevented her from speaking.

Time passed and now only her eyes were left uncovered. Thin blue threads wrapped her and the bird continued its work without stopping and without showing tiredness.
Woman, don't you understand yet that others have already decided for you? All this is part of a plan written centuries ago when you came into the world. Now you just have to walk the steps to fulfill it.
That shrill little voice had spoken again and, without waiting any longer, began its work again, covering her eyes as well.

Longun was once again isolated from the outside world, the orange of the room had disappeared leaving her enveloped in blue. She would have liked to pray, but she did not know the name of the gods and, therefore, she was not able to summon one. She would have liked to call Dreki and ask his forgiveness, but she couldn't do it, she didn't have to.

Slowly the tears resumed to furrow her face, again she was back to believing she was at the end of her escape, but the stranger's words came back to her mind. In need help would come, the bird had said that someone was running her life, that everything was already written and decided. She had to believe him, she had to trust him, that was the only hope she had left.

She had just finished formulating that thought when something ripped through the blue. Two red eyes were looking at her over a mouth that laughed loudly.

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